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Posts belonging to Category Storia, cultura e tradizioni



Evento “Borghi della lettura”: inaugurazione nuova biblioteca comunale – il video.

Cari amici, vi propongo il filmato girato da Domenico Giorgio, in occasione della manifestazione “Borghi della lettura” in cui sono state installate in villa comunale due “casette della lettura” ed è stata inaugura la nuova biblioteca comunale.

Di seguito il link del video —> https://www.youtube.com/watch?v=B6Wk8d2kkng

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Gambatesa: un paese che fa associazionismo.

Albo comunale delle associazioni

Con il progredire dello spopolamento, ormai dilagante, dei piccoli paesi a favore di città ben più grandi dovuto a vari fattori ma principalmente quello della mancanza di lavoro, un “fenomeno” che tiene “vivi” i nostri paesi del Molise e in particolare Gambatesa e fa da collante è quello dell’associazionismo.
L’amministrazione municipale di Gambatesa, particolarmente sensibile a questo fenomeno, ha istituito “l’albo comunale delle associazioni”, con lo scopo d’incentivare la creazione di associazioni che operino sul territorio comunale al fine di valorizzare il patrimonio storico, artistico, cultural-tradizionalistico e sportivo del nostro paese.
Al momento a Gambatesa, sono presenti quattro ambiti di associazionismo:

1. quello civile; impegnato nella tutela e nella promozione dei diritti umani; con l’associazione “Auser insieme onlus”, comunemente chiamata “circolo dei pensionati”; nata con l’intenzione di raggruppare i pensionati, che ne facessero richiesta, in un “circolo” ricreativo dove poter svagarsi e stare in compagnia;
2. quello culturale; impegnato nella valorizzazione della cultura, del patrimonio storico, artistico e delle tradizioni locali.
In questo raggruppamento figurano ben sette associazioni:

  • L’associazione “I colori dell’arcobaleno”; che si occupa dell’infiorata artistica del Corpus Domini;
  •  L’associazione “Rut e Noemi”; che si occupa della realizzazione di manufatti attraverso l’arte del decoupage, che in seguito vengono venduti in beneficenza per aiutare, per quanto possibile, i bambini in difficoltà;
  •  L’associazione “I Maitunat”; che si occupa dell’organizzazione del famoso “capodanno gambatesano” con il tipico stornello in vernacolo (31 dicembre – 1° gennaio);
  •  L’associazione turistica “Pro Gambatesa”; che è dedita all’organizzazione di eventi musico – culturali, soprattutto nel periodo estivo.

L’evento predominante organizzato dal suddetto gruppo associativo è il festival della canzone dialettale molisana;

  • L’associazione culturale “Borgo in jazz”; che occupa della divulgazione del jazz in vari comuni molisani, tra cui Gambatesa;
  •  L’associazione culturale “M° Donato Di Maria”; uno dei complessi bandistici presenti a Gambatesa;
  • L’associazione culturale “Lorenz band” è l’altro complesso bandistico di Gambatesa.

3. quello sociale; con l’associazione “La partita del sorriso dedicata a Pasquale Tronca”, che organizza l’evento “La partita del sorriso dedicata a Pasquale Tronca” in ricordo del ragazzo deceduto;
4. quello sportivo; impegnato nella promozione dell’attività sportiva.
In questa categoria, sono raggruppate tre associazioni:

  •   “A.S.D. Polisportiva Gambatesa”; squadra sportiva dilettantistica, nata nel 1981, militante nel campionato regionale di eccellenza molisana;
  •   “A.S.D. Real Gambatesa”; squadra sportiva dilettantistica, nata nel 2013, militante fino alla stagione sportiva 2016-2017 nel campionato regionale di 2° categoria, non iscritta nella stagione sportiva corrente a nessuna competizione regionale;
  •   “A.S.D. La Vittoria”; associazione equestre, nata nel 2017, per volontà di un gruppo di ragazzi appassionati di equitazione.

 

 

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Tracce di Tarantismo a Gambatesa nel medioevo.

Foto affresco della ragnatela di Donato Decumbertino

Vi presento l’articolo dell’ Avvocato Bruno Zappone, d’origine molisana di Montorio nei Frentani, ma da anni trapiantato a Lecce dove svolge l’attività forense, che ha fatto un’analisi del “Tarantismo”, dove ha ricompreso anche Gambatesa e l’affresco del pittore Donato De Cumbertino del 1550; in quanto Decumbertino probabilmente proveniva dal salento, terra d’origine della taranta.

Il Tarantismo o Tarantolismo ( Puglia e Molise).
Tra mito, riti, rimedi e simbolismo.

Un fenomeno presente in diverse regioni dell’Italia meridionale, in particolare in Puglia, caratterizzato da un elemento simbolico: ” il ragno”. Uomini e donne in prevalenza, durante il lavoro nei campi o in altri momenti, se morsi dal ragno (Lycosa o Latrodectus), cadevano in uno stato di prostrazione fisica e psichica. La tradizione popolare, poiché non esistevano cure mediche, riteneva che l’unica cura fossero i suoni e i canti. I musicanti con la loro musica erano i soli in grado a guarire o lenire la “pizzicata”.
Altri rimedi sono scomparsi nel tempo: le funi, l’acqua, i drappi colorati, ecc.). Tra gli strumenti utilizzati, il tamburello. Secondo l’antropologo Ernesto De Martino, il morso spesso è immaginario e il ragno provoca solo effetti a livello cutaneo, se velenoso una sindrome da avvelenamento. Da qui l’impossibilità di somministrare rimedi medici. Il morso immaginario, tuttavia, non significa che le tarantate s’immaginassero il morso. Si riferisce ad un evento particolare che dà impulso al fenomeno scatenando così quel complesso culturale-magico-mitico-religioso definito col termine tarantismo. A Galatina, un paese vicino Lecce, è situata la cappella di San Paolo e divenne il punto di riferimento per le tarantate soprattutto nel giorno della festa ( 29 giugno).In questa data si trovavano dunque le tarantate provenienti da ogni dove presso la cappella. Le tarantate entrate nel feudo di Galatina provavano una sorta di sussulto e sentivano l’esigenza di orinare prima di entrare nella cittadina. Il sussulto secondo alcuni, perché sotto l’intercessione di San Paolo, mai nessuno era stato morso dalla taranta. Radunate intorno alla cappella di San Paolo le tarantate chiedevano la grazia al Santo trasformando tale intenzione in un rituale di esorcismo dal male del tarantismo. Riproponevano il ballo, si arrampicavano sull’altare e sulla statua e richiedevano i suoni. Particolare importanza rivestiva il pozzo posto dietro la cappella (oggi chiuso), la cui acqua era in grado di eliminare il veleno del ragno e di far guarire la tarantata. Tante le storie intorno al pozzo. Una in particolare quella delle sorelle Farina, maghe del luogo che alleviavano le sofferenze legate al male del tarantismo con sputi ed altri rituali. Pare che prima che morisse l’ultima delle sorelle, non avendo discendenti in grado di portare avanti la nobile arte, face appena in tempo a sputare nel pozzo della cappella che la sua acqua divenne miracolosa per i tarantati. La cura del tarantismo non è mai definitiva. Dopo essere stata morsa e dopo essere stata guarita grazie al ciclo coreutico-musicale-cromatico, la tarantata torna alla vita di tutti i giorni, fino al giorno in cui ha subito il primo morso. In quel giorno subisce il ” ri-morso”. Proprio così, la taranta non morde solo una volta. Continua a ri-mordere ( il ripetersi della malattia del tarantismo). Stagionalità della memoria e pentimento, le chiavi di lettura del Ri-morso. Arakne si pente del suo orgoglio e trasmette il suo pentimento all’uomo così che possa anch’egli ricordare i suoi pentimenti.
Interessante l’articolo pubblicato da Vincenzo Lombardi, responsabile della biblioteca provinciale di Campobasso e valente etnomusicologo “Il putto mancino”. Frammenti di storie musicali (in La Medusa e il ragno. Studi sui Di Capua nel Molise del Cinquecento, a cura di Daniele Ferrara, Editrice Poligrafica Terenzi 2014).
Lombardi analizza alcuni affreschi cinquecenteschi, situati nel castello di Gambatesa (CB) riferibili all’ambito del pittore Donato da “Cumbertino” (Copertino), che presentano dei riferimenti musicali. Fra questi, segnala l’emblema che l’artista usa per firmare l’opera. Il ragno all’interno di una ragnatela, secondo lo studioso, potrebbe essere il collegamento diretto con il fenomeno del tarantismo anche in considerazione della provenienza salentina del pittore.

 

 

 

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Ultima domenica di luglio: La Madonna della Vittoria torna in paese

La Madonna della Vittoria

Domenica prossima 30 luglio, festa della “Madonna delle Traglie”, torna uno tra gli appuntamenti religiosi più sentiti dal popolo gambatesano; ossia la processione attraverso la c.d. “Via della Madonna”, il sentiero di campagna utilizzato per portare la statua della SS Madonna della Vittoria dalla Cappella ad essa intitolata fino al paese.

La processione, preceduta dalla Santa Messa delle ore 7.00 officiata nella Cappella, si snoderà lungo il sentiero campestre fino ad arrivare in località “Ponte Quadresquadre”, dove la statua della Regina di Gambatesa sosterà fino alle ore 10.00, quando ripartirà in corteo processionale preceduta dalle “traglie”, alla volta della Chiesa Madre di San Bartolomeo Apostolo, dove alle ore 11.00 verrà celebrata la Messa Solenne come per simboleggiare l’entrata della Regina della Vittoria a Gambatesa.

Nel pomeriggio, alle ore 14.00 a Piazza Riccardo (Largo della Madonna), avrà luogo la trebbiatura del grano delle “Traglie”, il cui ricavato servirà per i festeggiamenti in onore della festa della “Madonna della Vittoria”, che si celebrerà il 15 agosto.

La nostra amatissima Madonna rimarrà a Gambatesa fino all’ultima domenica di settembre, quando farà ritorno nel suo Santuario.

 

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