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Posts belonging to Category Storia, cultura e tradizioni



“The Face of Crazy Horse”: la storia fotografica di Cavallo Pazzo e dei Sioux nella prima fatica letteraria di Pietro Abiuso.

Erano gli anni settanta quando Pietro Abiuso, per amore di Teresa, una bellissima ragazza figlia di emigranti gambatesani, lasciò il suo paese per espatriare alla volta degli States.

Nonostante l’attaccamento viscerale alla sua terra il destino gli riservò una vita oltreoceano in quella New York, ombelico del mondo, città immensa, ma non tanto grande per colmare il vuoto che il paese lasciò dentro di lui.

Il lavoro e la frenetica vita americana non gli impedirono tuttavia di tornare ogni anno a Gambatesa durante l’estate con l’intera famiglia. Difatti, non c’è filmato della processione della Madonna della Vittoria che non lo veda presente, come se ogni anno, la Signora del Paese lo richiamasse per riabbracciarlo, quasi scontenta della sua emigrazione.

In 40 anni di Stati Uniti Pietro Abiuso non si è mai omologato alla cultura Yankee né tantomeno agli usi e costumi dell’America (lui stesso giura di non essere mai stato in un fast food). Basti pensare come, con accuratezza chirurgica, per ben 38 anni si sia astenuto dal prendere la doppia cittadinanza, quasi a rimarcare quella “italianità”, “molisanità” e “gambatesanità” quali tratti di una militanza degna dei più accaniti ultras che popolano i nostri stadi la domenica.

Tuttavia, oltre al rock e alle bistecche, qualcosa degli Stati Uniti lo colpì e suscitò in lui inusuale interesse: la storia degli indiani d’America ed in particolar modo del famosissimo Cavallo Pazzo (Crazy Horse), personaggio leggendario a cui sono state attribuite imprese memorabili e fantastiche, come quella che lo voleva invulnerabile ai proiettili o che narrava che il suo spirito aleggiasse ancora tra le tribù dei pellerossa.

E così che, quasi per diletto, Pietro iniziò a studiare gli avvenimenti bellici che vedevano contrapposti statunitensi e nativi d’America appassionandosi con gradualità ad aneddoti e profili particolari delle guerre indiane. Una curiosità che lo porterà ad effettuare oltre trent’anni di ricerche bibliografiche e archivistiche associate a molteplici sopralluoghi negli splendidi paesaggi del Nebraska, South Dakota, Wyoming, Montana, Colorado.



In questo contesto nasce “The face of Crazy Horse”, libro scritto insieme all’amico italo-americano Cesare Marino e Francis White Lance che con un approccio aperto guarda alla storia fotografica della tribù Lakota e di Crazy Horse, cercando di sfatare falsi miti creati attorno all’eroica figura del capo guerriero degli Oglala come ad esempio il rifiuto di Crazy Horse di farsi fotografare per paura che la sua anima venisse rubata.Ebbene, la maggior parte degli indiani e dei non indiani ha negato l’esistenza di qualsiasi possibile ritratto fotografico del guerriero mistico dei Lakota, inclusa una famosa lastra metallica, oggetto di approfondito studio, che gli autori ritengono immortalare proprio il grande capo indiano Cavallo Pazzo.Trecentonovanta pagine di fotografie, storie e avventure viste da una prospettiva inusuale, qual è appunto quello fotografica, che vanno ad incrementare la sterminata bibliografia afferente le guerre indiane con un pezzo pregiato e di sicuro interesse scientifico.

Niente male per Pietro Abiuso, irriducibile molisano e fine cantore di maitunate che, a sessant’anni suonati, partito dalla regione che non esiste, da alle stampe un libro di storie di terre geograficamente lontanissime, ponendolo di fatto tra i “gambatesani famosi”, la cui memoria verrà mantenuta nei secoli.

Congratulazioni!

Luca D’Alessandro

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L’Università degli studi del Molise organizza il convegno dal titolo “Gli affreschi del castello di Gambatesa”.

Il dipartimento di scienze umanistiche, sociali e della formazione dell’ateneo molisano, organizza per domani, 19 aprile, al III° edificio polifunzionale a via De Gasperi a Campobasso, un seminario denominato “Gli affreschi del castello di Gambatesa”.
La giornata, è così strutturata:
Ore 15.00.
Apertura dei lavori ed indirizzi di saluti.
Prof. Gianmaria Palmieri (Magnifico Rettore);
Vincenzo Di Nuoscio (direttore dipartimento scienze umanistiche, sociali e della formazione);
Carlo Ebanista (delegato Unimol per i beni culturali);
Alessio Monciatti (Università del studi del Molise).
Ore 15.30.
Leandro Ventura (direttore istituto centrale per la demoetnoantropologia).
Virtù antiche e committenza moderna negli affreschi del castello Di Capua di Gambatesa.
Ore 16.00.
Anna Bisceglia (galleria degli Uffizi, Firenze).
Gli affreschi di Gambatesa nel contesto artistico meridionale: centro e periferia.
Ore 16.30.
Antonio Pinelli (Università degli studi di Firenze).
Donato De Cumbertino a Gambatesa: la transumanza inversa di un’ artista eccentrico che trasferì sui monti molisani affacciati sul Tavoliere, il singolare distillato dei suoi aggiornati itinerari figurativi, nella Roma farnesiana.
Ore 17.15.
Salvatore Monda (Università degli studi del Molise).
Vicende e figure ovidiane nel ciclo degli affreschi del castello di Gambatesa.
Ore 17.45.
Eliana Carrara (Università degli studi del Molise).
La bottega vasariana e la narrazione mitologica.
Ore 18.15.
Discussione.
Inoltre, venerdì 20 aprile, dalle 9.00 alle 12.00 è prevista una visita agli affreschi del maniero di Gambatesa.

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Turismo itinerante, biglietto da visita della nostra regione: intervista all’operatore del settore Antonio Meccanici.

Affezionati lettori, vi presento l’intervista ad Antonio Meccanici, guida escursionistica ambientale http://www.molisetrekking.com/it/), che organizza viaggi a piedi in Molise, portando a conoscenza questo piccolo gioiello di bellezze naturalistiche, storico-culturali, folkloristiche ed enogastronomiche, che è la nostra regione.
Il giovane ragazzo, ha risposto gentilmente ai miei quesiti, che riporto di seguito.

  • Dottor Meccanici, cosa l’ha spinta ad intraprendere questa attività?

La spinta principale a iniziare questa attività, l’ho avuta dalla passione che nutro verso la camminata in ambienti naturali.
Spostarmi a passi lenti e cadenzati, mi permette di ammirare il paesaggio molisano, di conoscerlo da un punto di vista insolito. Poi, trovo piacevole comunicare le nozioni che ho imparato nei miei anni di formazione universitaria e umana.
Tramite l’accompagnamento in natura riesco a farlo con spontaneità. Altro stimolo a intraprendere questo servizio è la voglia di lavorare per il territorio molisano.

  • Qual è la sua idea per rilanciare il turismo e le attività culturali nella nostra regione?

Penso che il Molise non sia in grado di essere attrattivo nei confronti di un’infinità di destinazioni turistiche presenti in Italia e nel mondo, pur avendo le sue peculiarità e bellezze. Se si riuscisse a colmare questa mancanza, sarebbe un ottimo punto per la nostra realtà.
Quindi, dal mio punto di vista, la prima cosa che si dovrebbe fare per uno sviluppo del turismo è creare un’immagine della nostra regione al di fuori dei propri confini. Una “finestra” che possa sintetizzare le unicità del territorio (come la rete tratturale, adatta per i viaggi a piedi , il sito del Paleolitico di Isernia, le campane di Agnone, ecc.) ed essere di richiamo.
Una campagna pubblicitaria duratura e costante, sui più diversificati fronti comunicativi, che spezzi la non conoscenza del nostro territorio e lo faccia apparire ricco di opportunità e attività da cogliere e non una “scatola vuota” dove poter visitare la tal zona, però, senza sapere con chi poterlo fare e con quale modalità.
La seconda è potenziare le infrastrutture ricettive.

Credo che un ottimo esempio l’abbia dato il piccolo comune di Castel del Giudice, in provincia di Isernia.

La strada maestra sia quella di un partenariato pubblico-privato per la creazione di cooperative di comunità, che sviluppino servizi di qualità nei più disparati ambiti, a partire da alberghi diffusi, B&B, agriturismi, ristoranti, ecc.
La terza, ma non per questo meno importante, è creare reti d’imprese. Mettere insieme gli operatori turistici, fare squadra, collaborare, promuoversi a vicenda, con lo scopo finale di promuovere il Molise. Nel pubblico, creare un ufficio che faccia da riferimento per chi voglia scoprire il territorio e che promuova il Molise non come una “scatola vuota”.
Mi preme sottolineare che il turismo vincente potrebbe essere quello fatto da piccoli gruppi, dove sia possibile fare incontri significativi con le realtà locali o esperienze da riportare a casa. In sostanza, un turismo di qualità e attento al singolo.

  • Come si svolge la sua progettualità?

L’idea è nata nell’estate del 2012 e viene fuori dal mio passato scout.

Nel tempo ho avuto l’opportunità di vivere tante esperienze a contatto con la natura, di conoscere il territorio e di aumentare il mio bagaglio di nozioni. Nel 2016 ho avviato la mia attività.

Dopo tanto lavoro per creare i trekking, ho avuto il mio primo viaggio nell’ottobre del 2017, camminando da Gambatesa ad Acquaviva Collecroce.

I miei primi amici-camminatori, sono venuti dal Veneto e dalle Marche.
Il mio obiettivo finale è quello di settorializzarmi nei viaggi a piedi.
Attualmente ho nove percorsi di più giorni, i quali vanno da un minimo di sei giorni a un massimo di otto (minimo quattro e massimo sei di cammino), e due con formula “fine settimana”. Tutti si sviluppano in diverse aree del territorio molisano. Al momento collaboro con alcuni tour operator specializzati in questo tipo di turismo e con realtà locali che mi garantiscono ospitalità di qualità per i miei camminatori.

Nel frattempo, organizzo anche escursioni giornaliere, occupando tutti i mesi dell’anno.
Mi auguro di continuare a crescere, creando nuovi percorsi e nuove collaborazioni, nella speranza di dedicarmi solo alla mia grande passione: il trekking.

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Festività del Corpus Domini: infiorata 2018.

Il presidente dell’associazione culturale “I colori dell’arcobaleno”, Salvatore Abiuso, e gli associati, invitano, tutti coloro che intendono eseguire un tappeto floreale, in onore della festività del Corpus Domini in programma il prossimo 3 giugno, a presentare il bozzetto del tappeto su foglio A4 entro il 10 maggio.
I bozzetti, presentati entro detta data, saranno stampati su una brochure promozionale.
Ad ogni gruppo d’infioratori, sarà erogato un contributo economico, per l’acquisto dei fiori.
Per informazioni e consegna dei disegni, ci si può rivolgere, presso la biblioteca comunale “F. Berardinelli”, sita nel complesso scolastico in via Nazionale Sannitica.
Si ricorda inoltre, che la dimensione dell’opera da realizzare è di 12 mq.

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