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Al castello di Gambatesa il convegno dal titolo: “Gino Di Domenica, l’eroe Maestro: storia dei 44 ufficiali che sfidarono i nazisti a Unterluss”.

Con il patrocinio del Comune di Gambatesa, dell’ Istituto Comprensivo di Sant’Elia a Pianisi, dell’associazione musicale “Lorenz Band”, del Ministero dei Beni ed Attività Culturali e del turismo e del network culturale “Borghi della lettura”, il 5 maggio alle ore 10.00, presso il palazzo gentilizio intitolato ai Di Capua, ci sarà il meeting dal titolo “Gino Di Domenica l’eroe Maestro: storia dei 44 ufficiali che sfidarono i nazisti a Unterluss”, che si riferisce ad un episodio avvenuto nel periodo della seconda guerra (24 febbraio 1945), quando 44 ufficiali del regio esercito, resi prigionieri dai tedeschi, in seguito all’armistizio dell’ 8 settembre 1943, protestarono contro la volontà dei soldati tedeschi, che volevano fucilare i loro commilitoni, sostituendosi ad essi.

Partecipano al convegno:

Michele Montagano: reduce ed ultimo sopravissuto degli eroi di Unterluss;

Andrea Parodi: autore del libro ” Gli eroi di Unterluss. Storia dei 44 ufficiali che sfidarono i nazisti a Unterluss”;

Roberto Colella: giornalista, esperto di geopolitica e scienze della difesa e della sicurezza;

Pietro Scocca: moderatore convegno.

L’evento, vedrà la presenza degli alunni delle classi terze del ciclo delle scuole medie dell’istituto comprensivo di Sant’Elia a Pianisi.

Al termine dell’incontro, ci sarà l’intolazione del parco giochi comunale al Maestro Gino Di Domenica.

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Elezioni Regionali 2018: risultati e preferenze.

Clicca sul seguente link per visualizzare tutti i risultati: Elezioni Regionali 2018 – Risultati e Preferenze

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“The Face of Crazy Horse”: la storia fotografica di Cavallo Pazzo e dei Sioux nella prima fatica letteraria di Pietro Abiuso.

Erano gli anni settanta quando Pietro Abiuso, per amore di Teresa, una bellissima ragazza figlia di emigranti gambatesani, lasciò il suo paese per espatriare alla volta degli States.

Nonostante l’attaccamento viscerale alla sua terra il destino gli riservò una vita oltreoceano in quella New York, ombelico del mondo, città immensa, ma non tanto grande per colmare il vuoto che il paese lasciò dentro di lui.

Il lavoro e la frenetica vita americana non gli impedirono tuttavia di tornare ogni anno a Gambatesa durante l’estate con l’intera famiglia. Difatti, non c’è filmato della processione della Madonna della Vittoria che non lo veda presente, come se ogni anno, la Signora del Paese lo richiamasse per riabbracciarlo, quasi scontenta della sua emigrazione.

In 40 anni di Stati Uniti Pietro Abiuso non si è mai omologato alla cultura Yankee né tantomeno agli usi e costumi dell’America (lui stesso giura di non essere mai stato in un fast food). Basti pensare come, con accuratezza chirurgica, per ben 38 anni si sia astenuto dal prendere la doppia cittadinanza, quasi a rimarcare quella “italianità”, “molisanità” e “gambatesanità” quali tratti di una militanza degna dei più accaniti ultras che popolano i nostri stadi la domenica.

Tuttavia, oltre al rock e alle bistecche, qualcosa degli Stati Uniti lo colpì e suscitò in lui inusuale interesse: la storia degli indiani d’America ed in particolar modo del famosissimo Cavallo Pazzo (Crazy Horse), personaggio leggendario a cui sono state attribuite imprese memorabili e fantastiche, come quella che lo voleva invulnerabile ai proiettili o che narrava che il suo spirito aleggiasse ancora tra le tribù dei pellerossa.

E così che, quasi per diletto, Pietro iniziò a studiare gli avvenimenti bellici che vedevano contrapposti statunitensi e nativi d’America appassionandosi con gradualità ad aneddoti e profili particolari delle guerre indiane. Una curiosità che lo porterà ad effettuare oltre trent’anni di ricerche bibliografiche e archivistiche associate a molteplici sopralluoghi negli splendidi paesaggi del Nebraska, South Dakota, Wyoming, Montana, Colorado.



In questo contesto nasce “The face of Crazy Horse”, libro scritto insieme all’amico italo-americano Cesare Marino e Francis White Lance che con un approccio aperto guarda alla storia fotografica della tribù Lakota e di Crazy Horse, cercando di sfatare falsi miti creati attorno all’eroica figura del capo guerriero degli Oglala come ad esempio il rifiuto di Crazy Horse di farsi fotografare per paura che la sua anima venisse rubata.Ebbene, la maggior parte degli indiani e dei non indiani ha negato l’esistenza di qualsiasi possibile ritratto fotografico del guerriero mistico dei Lakota, inclusa una famosa lastra metallica, oggetto di approfondito studio, che gli autori ritengono immortalare proprio il grande capo indiano Cavallo Pazzo.Trecentonovanta pagine di fotografie, storie e avventure viste da una prospettiva inusuale, qual è appunto quello fotografica, che vanno ad incrementare la sterminata bibliografia afferente le guerre indiane con un pezzo pregiato e di sicuro interesse scientifico.

Niente male per Pietro Abiuso, irriducibile molisano e fine cantore di maitunate che, a sessant’anni suonati, partito dalla regione che non esiste, da alle stampe un libro di storie di terre geograficamente lontanissime, ponendolo di fatto tra i “gambatesani famosi”, la cui memoria verrà mantenuta nei secoli.

Congratulazioni!

Luca D’Alessandro

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L’Università degli studi del Molise organizza il convegno dal titolo “Gli affreschi del castello di Gambatesa”.

Il dipartimento di scienze umanistiche, sociali e della formazione dell’ateneo molisano, organizza per domani, 19 aprile, al III° edificio polifunzionale a via De Gasperi a Campobasso, un seminario denominato “Gli affreschi del castello di Gambatesa”.
La giornata, è così strutturata:
Ore 15.00.
Apertura dei lavori ed indirizzi di saluti.
Prof. Gianmaria Palmieri (Magnifico Rettore);
Vincenzo Di Nuoscio (direttore dipartimento scienze umanistiche, sociali e della formazione);
Carlo Ebanista (delegato Unimol per i beni culturali);
Alessio Monciatti (Università del studi del Molise).
Ore 15.30.
Leandro Ventura (direttore istituto centrale per la demoetnoantropologia).
Virtù antiche e committenza moderna negli affreschi del castello Di Capua di Gambatesa.
Ore 16.00.
Anna Bisceglia (galleria degli Uffizi, Firenze).
Gli affreschi di Gambatesa nel contesto artistico meridionale: centro e periferia.
Ore 16.30.
Antonio Pinelli (Università degli studi di Firenze).
Donato De Cumbertino a Gambatesa: la transumanza inversa di un’ artista eccentrico che trasferì sui monti molisani affacciati sul Tavoliere, il singolare distillato dei suoi aggiornati itinerari figurativi, nella Roma farnesiana.
Ore 17.15.
Salvatore Monda (Università degli studi del Molise).
Vicende e figure ovidiane nel ciclo degli affreschi del castello di Gambatesa.
Ore 17.45.
Eliana Carrara (Università degli studi del Molise).
La bottega vasariana e la narrazione mitologica.
Ore 18.15.
Discussione.
Inoltre, venerdì 20 aprile, dalle 9.00 alle 12.00 è prevista una visita agli affreschi del maniero di Gambatesa.

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