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Posts belonging to Category Politica e società



Convegno “Costruire la Comunità, l’importanza dell’educazione civica per il mondo del futuro”: nota stampa del consigliere Paolone

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato, diramato dal consigliere comunale delegato alla cultura  di Cerro al Volturno, Gabriel Paolone, a nome dell’amministrazione municipale, inerente il meeting, svoltosi giovedì 6 dicembre a Cerro al Volturno, sul progetto di educazione civica, lanciato a livello nazionale da ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che punta a far riscoprire, soprattutto nei giovani, il senso civico per il luogo in cui si vive.

A tale proponimento, si sono associati anche i Comuni di San Pietro Avellana, Sant’Elena Sannita, Larino, Mirabello Sannitico, Riccia, Santa Croce di Magliano e Vinchiaturo.

“Abbiamo convintamente aderito come amministrazione comunale a questa iniziativa (unico comune della Valle del Volturno, secondo comune della Provincia di Isernia ed uno degli otto della Regione Molise) che si integra perfettamente con la nostra idea di comunita, raccogliendo prontamente l’invito di ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) lanciato dal Presidente Decaro, che rappresenta un efficace punto di partenza nella costituzione di una nuova idea di cittadinanza.

Abbiamo ritenuto opportuno e fondamentale sfruttare questa opportunità, per aiutare i nostri ragazzi a formare un senso critico ed a capire quanto la cura del luogo in cui abitano e il rispetto delle regole di convivenza siano fondamentali per essere veramente dei buoni cittadini.

L’evento “Costruire la Comunità: l’importanza della EDUCAZIONE CIVICA per il mondo del futuro” unico nel suo genere organizzato nella Regione Molise, ha rappresentato un ulteriore tassello nel percorso intrapreso in questi quattro anni e mezzo di mandato, avendo posto come priorità la scuola e la formazione dei nostri cittadini del futuro, ripartendo dai banchi di scuola.

Giunga il mio sentito GRAZIE a tutti i protagonisti di giornata, istituzioni, relatori, amministratori, corpo docente e cittadinanza, che senza indugio, hanno accettato l’invito a condividere, relazionare sulle sotto tematiche proposte dal manifesto ANCI, ognuno per sua competenza, professionale ed amministrativa e trascorrere un intenso pomeriggio invernale di formazione ed informazione, onorando con la loro presenza Il nostro comune e la nostra comunità”.

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Zara: “Viabilità e lavoro essenziali per il nostro Molise”

Il consigliere comunale Corrado Zara

Oggi cari amici lettori, vi proponiamo, l’intervista fatta al consigliere ed ex Sindaco di San Felice del Molise, Corrado Zara.
L’amministratore comunale, ha gentilmente risposto ai miei quesiti, che riporto di seguito.

  •    Dottor Zara, come è nata in lei la passione per la politica?

La ringrazio per il dottore, ma sono ancora uno studente della facoltà di giurisprudenza di Campobasso. Semplicemente Corrado.
La mia passione per la politica è’ nata su sollecitazione di un amico, che purtroppo oggi non è più tra noi, il caro Luigi Zara, ex Sindaco di San Felice del Molise, che nelle elezioni comunali del 2007, ha voluto che mi candidassi nella sua lista, e poi subito dopo ci ha lasciato ed io ho ripreso la sua eredità politica“.

  •    Nel suo paese, San Felice del Molise, quali sono le difficoltà di un giovane amministratore comunale come lei?

Purtroppo, siamo in un periodo di tagli ai comuni, quindi la difficoltà maggiore che un giovane o meno giovane amministratore si trova ad affrontare sono i tagli al bilancio dei comuni.
Ogni anno chiudere il bilancio è una corsa ad ostacoli, trovare le risorse per garantire anche i servizi essenziali, per non far morire le nostre piccole comunità è sempre più difficile.
Un giovane amministratore, ha per la testa tanti progetti, programmi, ma molte volte, troppe volte, si deve scontrare con la mancanza di fondi, che da una parte forse ha anche una nota positiva, perché stimola a fare squadra, con i colleghi amministratori dei comuni limitrofi, ma dall’altra bisogna sempre fare i conti con il bilancio.
Per fortuna negli ultimi due anni, sembra si stia invertendo la rotta“.

  • E’ sotto gli occhi di tutti l’inesorabile spopolamento della nostra regione.
  • Qual’è la sua ricetta per cercare di arginare questo fenomeno?

Dopo un pò di anni di amministrazione, credo che ricette “magiche” non esistano… Poiché lo Stato centrale, continua a tagliare servizi, al fine di economizzare e fare risparmi di spesa.

Di questo passo segnerà la morte dei piccoli comuni… se vogliamo che il nostro Molise non scompaia c’è bisogno che lo Stato cambi rotta… ed incentivi a rimanere nei nostri territori, con fiscalità di vantaggio, garantendo i servizi minimi essenziali, la viabilità e la creazione di posti di lavoro“.

  • Secondo lei, per incrementare il turismo nella nostra terra, quali sono le politiche da mettere in atto visto che siamo circondati da bellezze storiche e paesaggistiche di indubbio valore?

Il Molise è una regione stupenda piena di bellezze nascoste e sconosciute, credo che il problema sia che non ci sappiamo vendere; noi non abbiamo nulla da invidiare alla Toscana o ad altre regioni dove il turismo è più sviluppato, ma non sappiamo pubblicizzarci e far conoscere le nostre bellezze.
Credo ci sia bisogno di un grande piano turistico per la valorizzazione del nostro Molise; naturalmente accompagnato da investimenti sulla viabilità, non possiamo pensare di attrarre turisti su queste strade “mulattiere” che abbiamo“.

 

  • La sua é una comunità a minoranza linguistica croata. Quali sono i pregi e le peculiarità delle popolazioni a minoranza linguistica?

Noi come comunità linguistica di origine Croata, siamo la più piccola comunità alloglotta d’Italia, questa è una grande opportunità.
Negli ultimi anni abbiamo instaurato con la Croazia rapporti sempre più intensi, culminati con la visita nei nostri comuni degli ultimi tre Presidenti della Repubblica di Croazia.
Questo a testimonianza del forte legame con l’altra sponda dell’Adriatico e di quelle che sono le nostre origini.
Nei secoli si sono tramandati oltre alla tradizionale parlata in “Na nasu”, letteralmente “alla nostra”, che purtroppo si sta perdendo sopratutto tra i più giovani, anche diversi canti e balli tipici, diversi piatti tipici, ricordo in particolare a San Felice la “Pizza di San Giuseppe”, che con sarde ed uva passa, unisce dolce e salato in un gusto davvero particolare“.

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Gabriel Paolone: “Coesione e cooperazione per la rinascita della terra molisana”

Il consigliere Gabriel Paolone

Oggi vi propongo l’intervista fatta al consigliere del Comune di Cerro al Volturno (IS) con circa milletrecento abitanti, con delega alla cultura e turismo classe 1991 , Gabriel Paolone.

L’ amministrazione, ha gentilmente risposto ai quesiti da me posti, che riporto di seguito.

  • Dottor Paolone, come è nata in lei la passione per la politica?

“Ti ringrazio per il dottore, ma è una carica che non mi appartiene.

Già da quando frequentavo le scuole superiori ero attento a quello che accadeva all’interno dell’istituto Fermi e ho avuto la possibilità di confrontarmi con gli organi decisionali della scuola nell’avventura di rappresentante di classe e di istituto.

In quegli anni ho avuto modo di acquisire grossa consapevolezza in quello che poteva essere il mio apporto attivo e fattivo con ruoli “istituzionali”, il tutto, consolidato con le attività sociali svolte subito dopo aver concluso gli studi superiori essendo presidente e fondatore dell’associazione “Quercus Cerri”, che dal 2009 al maggio 2014 mi ha visto protagonista degli eventi e del sociale della mia comunità.

Fino al 26 maggio dove ha avuto inizio la mia breve ma intensa attività politica, che tutt’oggi continua incessante”.

  • Nel suo paese, Cerro al Volturno, quali sono le difficoltà di un giovane amministratore comunale come lei?

“Le difficoltà che si riscontrano sono quotidiane; dalla gestione di un territorio molto frammentato, dalle molteplici esigenze che i cittadini rappresentano e che molte volte non si ha la possibilità di ottemperare per la mancanza di importanti risorse che diano la possibilità di attuare programmi gestionali e di sviluppo per la comunità ed il territorio circostante”.

  • E’ sotto gli occhi di tutti l’inesorabile spopolamento della nostra regione. Qual’è la sua ricetta per cercare di arginare questo fenomeno?

“Coesione e cooperazione tra realtà confinanti, una grande unione di intenti tra le comunità che facciano emergere e mettano in rete tutte le piccole ma grandi peculiarità del territorio oltre che sottoscrivere e condividere i punti dell’agenda ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che sta rivolgendo massima attenzione ai piccoli comuni, con defiscalizzazione delle aree montane ed agevolazioni non solo a chi decide di resistere nei nostri comuni, ma a quelle persone che vogliano intraprendere questa esperienza di vivere nelle aree interne.

Bisogna attuare tutte le proposte volte a far sì che le nostre comunità, tratto identitario dell’Italia, riescano a riscattarsi ed invertire la tendenza del segno meno.

Ultimo, solo per ordine, il maggior coinvolgimento attivo, fattivo e di responsabilità dei giovani che devono assumersi il grosso onere di prendere in carico la gestione delle comunità e fornirle una speranza”.

  • Secondo lei, per incrementare il turismo nella nostra terra, quali sono le politiche da mettere in atto visto che siamo circondati da bellezze storiche e paesaggistiche di indubbio valore?

“Una politica regionale volta ad un marchio turistico unico da contraddistinguere ogni azione di promozione dei 136 comuni e che possa essere veicolato nei maggiori eventi del settore, organizzati in ambito nazionale, che diano visibilità alla nostra regione e che consentano alle persone di scoprire, venire a visitarci e magari chissà innamorarsi delle nostre grandi peculiarità”.

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Mancanza di lavoro e strade dissestate: quale futuro avrà il Molise?

In questi ultimi tempi, gli argomenti sulla bocca di tutti, almeno in Molise, sono la carenza di lavoro e la situazione catastrofica del sistema viario della nostra regione.

Per quanto riguarda la scarsità d’attività lavorativa, la responsabilità è sicuramente da attribuire alle scelte, a dir poco sbagliate, dei nostri amministratori regionali delle scorse legislature, con la chiusura di aziende di vitale importanza che hanno ridotto il tessuto economico del Molise, tanto da mandare sul lastrico padri e madri di famiglia e da far emigrare i giovani verso altre località, talvolta estere, che senza dubbio, danno maggior sicurezza per un discorso finanziario ed occupazionale.

Altra questione oggetto di discussione in questi ultimi mesi, anche alla luce della tragedia che ha colpito Genova, con il crollo del ponte “Morandi”, è la condizione precaria delle nostre strade.

Basti pensare, che il sistema viario dell’intero territorio regionale è devastato, con tratti dissestanti resi pericolosi, specialmente ma non solo, nel periodo invernale, quando le condizione atmosferiche e le basse temperature creano del ghiaccio; come la Fondovalle Tappino (soprattutto nel tratto sotto Pietracatella dov’è in atto un movimento franoso), che risulta l’unica arteria di comunicazione con la vicina Puglia.

Proseguendo il discorso, abbiamo la strada del viadotto “Sente”, essenziale snodo viario per gli abitanti dell’alto vastese che vengono in Molise e viceversa, anch’esso in situazione non proprio idilliaca, la trignina e la bifernina, dove le criticità riguardano la tenuta dei giunti e dei pilastri che sorreggono il ponte, dove ogni giorno transitano persone che si recano a lavoro, tir che trasportano merci e mezzi di soccorso sanitario di estrema necessità per l’incolumità dell’ individuo.

Personalmente, credo che la risoluzione di queste due problematiche sia strettamente congiunta , perché se ci sono carreggiate in ottima forma, c’è anche più possibilità di creare lavoro e soprattutto diminuiranno e si eviteranno molti incidenti stradali.

Quale futuro avrà la nostra amata terra molisana nelle condizioni attuali?

Povertà, spopolamento e desertificazione.

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