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Finanziamento regionale in favore del Comune, associazione “I Maitunat” e Proloco.

Il Comune di Gambatesa, insieme all’ associazione ” I Maitunat”e alla Proloco, stato destinatario di un finanziamento regionale pari a 48.000 euro, nell’ambito del progetto “Molise che incanta”, per le edizioni del festival della canzone dialettale molisana e delle maitunat del 2017, per un totale di 60.000 euro, di cui 12.000 impegnati dall’ ente comunale.
La sovvenzione economica, deriva,  dalla progettualità regionale ” Sperimenta Molise – Calendario delle sperienze culturali, sportive e turistiche di promozione del territorio regionale – sostegno ad attività di promozione, marketing, auto narrazione, comunicazione della cultura regionale – giugno 2017 – gennaio 2018″.
Grande soddisfazione e una punta d’orgoglio, per l’obiettivo raggiunto, sono stati espressi dall’ente municipale e dalle due associazioni che portano avanti le iniziative tradizional-turistiche.

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Finanziamento regionale per impiantistica sportiva e area camper in favore del Comune di Gambatesa.


Il Comune di Gambatesa, è stato destinatario di un finanziamento regionale pari a 64.000 euro, per la copertura della tribuna dello stadio “G. Venditti” e per interventi sull’area camper, per un totale di 80.000 euro, di cui 16.000 impegnati dallo stesso Comune.

Area camper a Gambatesa

L’erogazione economica, deriva, dalle risorse del “Patto per lo sviluppo della Regione Molise – Fondo sviluppo e coesione 2014/ 2020 delibera CIPE 10 agosto 2016 AREA TEMATICA TURISMO E CULTURA – linea di intervento programma integrato per lo sviluppo del turismo sportivo e del benessere – azione impiantistica sportiva con poli integrati con offerta scolastica turistica e qualità della vita”.
L’ente municipale, si è classificato al terzo posto in graduatoria, a tale accredito da parte dell’istituzione regionale.
Grande soddisfazione, è stata espressa da parte dell’amministrazione comunale, nel vedere accolta la progettualità proposta.

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Un nuovo progetto: “Il turismo della memoria”.

La visita a un luogo della memoria, non ha lo stesso significato di una visita ad una classica destinazione turistica. Un luogo della memoria, non ha un’identità in sé; la sua identità si definisce nello sguardo di chi ricorda e ricostruisce un passato ancora vivo, nella mentalità e nella sensibilità collettiva. Il turismo della memoria è dunque “un rito collettivo di conoscenza del passato e di costruzione dell’identità di un territorio”.

Da tempo il turista, non cerca più le grandi mete ma il contatto con le realtà locali spesso fuori dai circuiti turistici. L’obiettivo del progetto dedicato al Turismo della Memoria, è stato quello di coinvolgere gli anziani  recuperando e valorizzando il passato in modo innovativo, salvaguardando la memoria storica.  Al termine del progetto, è stata realizzata una mappa emozionale e caricate sul canale youtube le video interviste agli anziani del posto. Il turismo della memoria è stato finora attivato sui borghi di Matrice, Montagano, Fossalto, Bojano, Roccamandolfi, Castelpizzuto, Macchiagodena e Frosolone.

A questo proposito, ho intervistato con tre domande, il Dottor Roberto Colella giornalista, presidente dell’associazione “Borghi della lettura” ed esperto di turismo, che gentilmente, ha risposto ai miei quesiti, che riporto di seguito.

  • Dottor Colella, come portare avanti, anche in sinergia con le amministrazioni locali, questo progetto?

Le amministrazioni, è ovvio che vanno sensibilizzate al turismo della memoria, che è un’ottimo strumento di “marketing del ricordo” o “marketing della memoria”, quindi, poi, diventa uno strumento fondamentale a fini turistici.

Non a caso, vengono realizzate le “mappe emozionali”.

  • Ci spieghi cos’è una “mappa emozionale”?

Una mappa emozionale, non è altro una mappa, però un’pò diversa dalle classiche mappe turistiche, perchè si basa appunto sulle emozioni delle persone, in particolar modo degli anziani, che attraverso storie ed aneddoti vanno a descrivere determinati luoghi.

  • Secondo lei, ci può essere ancora un legame tra giovani ed aziani?

E’ importante il legame tra anziani e giovani, soprattutto perchè gli anziani custodiscono la memoria, quella memoria che si sta perdendo perchè molti anziani purtroppo non ci sono più, oppure nessuno li ascolta, questo è triste.

I giovani, devono tornare ad ascoltare le persone anziane, che rappresentano un bagaglio importante di memoria e non solo.

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Valorizzazione e riqualificazione dei boghi: esempio vincente il progetto “Borghi della Lettura”.

Borghi della Lettura è un progetto, che nasce nel febbraio 2015 da un idea del Dottor Roberto Colella, il cui obiettivo è quello di valorizzare il patrimonio culturale dei singoli boghi e combattere anche il degrado sociale, ripartendo dalla cultura.

Il primo “Borgo della Lettura”, viene inaugurato a Scontrone in provincia dell’Aquila in Abruzzo.

Da allora, il network è cresciuto, arrivando a toccare otto regioni: Abruzzo, Umbria, Marche, Lazio, Puglia, Campania, Molise e Sardegna, per un totale di circa quaranta borghi.

A tutto ciò,  va collegata un offerta di servizi valida, ma soprattutto,i promotori del progetto, si sono impegnati molto nella riqualificazione dell’arredo urbano dei paesi, tanto da realizzare, ad esempio, la “terrazza della lettura” a Macchiagodena (IS), la “piazzietta della lettura” a Fornelli (IS) e le “librerie condivise” a Gambatesa, ma soprattutto il simbolo che contraddistingue quest idea culturale è il famoso “tronco- libreria”, realizzato dal Professor Rocco Cirino.

A tal proposito, ho formulato due domande al Professor Rocco Cirino, geografo, referente in Molise dell’A.I.I.G. (Associazione Italiana Insegnanti Geografia) e grande studioso e cultore della natura e della cultura.

Di seguito, vi propongo i quesiti posti al Professor Cirino, che con grande cortesia e disponibilità, si è offerto a rispondere alle mie domande.

Professore, da dove nasce l’idea di trasformare un tronco di legno in una libreria?

I tronchi, che vengono abbattuti dal vento, oppure dalla vecchiaia, possono essere riutilizzati per tanti usi, come il riscaldamento.

C’è anche la possibilità, di fare delle strutture per i bambini per la scuola, per metterci i minerali e i fossili e delle biblioteche.

A Roberto Colella, è venuto in mente di metterci i libri e allora, io ho assecondato subito l’idea.

Che rapponto c’è tra cultura e natura?

Si tratta, di un rapporto biunivoco, importantissimo per gli uomini, che senza cultura e senza natura rappresentano davvero poco.

La cultura, è la culla dei saperi e ci serve per renderci la vita felice.

Nella natura, trovi tutto, infatti i nostri genitori,che non hanno fatto l’università e i master, erano felici perchè vivevano a contatto con saperi importanti, che sono proprio nella natura.

Però, la natura, la devi frequentare e osservare assiduamente.

Cioè, non basta dare un occhiata, devi fermarti e riflettere.

 

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