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Articles from novembre 2017



Sicurezza dell’edificio didattico di Tufara: lettera aperta del Sindaco di Gambatesa Carmelina Genovese.

Il Sindaco di Gambatesa Carmelina Genovese

Di seguito, riporto la lettera aperta a firma del Sindaco di Gambatesa Carmelina Genovese, rivolta a tutte le persone che sono coinvolte nella vicenda riguardante la vulnerabilità sismica dello stabile scolastico di Tufara.

Lettera del Sindaco

 

 

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Trasferimento delle attività didattiche dalla scuola di Tufara alla scuola di Gambatesa: decreto del dirigente scolastico.

Scuola “G.Josa” di Gambatesa

Oggi, riporto, l’avviso del Comune di Gambatesa inerente al trasferimento delle attività didattiche dalla scuola di Tufara alla scuola di Gambatesa.

Si avvisa la cittadinanza che con il decreto prot. n. 4566 A/23 del 24 novembre 2017, il dirigente scolastico dell’ Istituto Comprensivo, Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di I Grado di Sant’Elia a Pianisi, prof. Patrizia Ancora, ha emanato le seguenti disposizioni, a decorrere da Lunedì 4 Dicembre 2017:

 

- le attività didattiche della Scuola Secondaria di Primo Grado di Tufara verranno svolte presso la scuola “G. Josa” di Gambatesa,

- le attività didattiche della Scuola dell’Infanzia di Tufara verranno svolte presso la Scuola dell’Infanzia di Gambatesa,

 

ciò al fine di adempiere agli obblighi di legge in materia di sicurezza, di garantire l’incolumità degli alunni, dei docenti e del personale scolastico e di arrecare il minor pregiudizio allo svolgimento delle attività didattiche, in via temporanea e finché non si provveda alla messa in sicurezza dell’edificio scolastico di Tufara.

Di seguito, riporto il decreto.

Oggetto: trasferimento delle attività didattiche della Scuola Secondaria di Primo Grado di Tufara presso la Scuola “G. Josa” di Gambatesa e della Scuola dell’Infanzia di Tufara presso la scuola dell’Infanzia di Gambatesa.

IL DIRIGENTE SCOLASTICO
visto l’art. 24 del DPR 380/2001, così come sostituito dall’art. 3 del DLgs 222/2016 che definisce le modalità di rilascio dell’agibilità degli edifici;
visto il dlgs 81/2008;
visto il dlgs 165/01;
considerato che gli edifici scolastici sono di proprietà dell’ente comunale che deve avere agli atti tutti i documenti necessari affinché possa essere rilasciata la SCA (segnalazione certificata di agibilità) correlata da:
a) attestazione del direttore dei lavori o, qualora non nominato, di un professionista abilitato che assevera la sussistenza delle condizioni di cui al comma 1 art. 3 del d.lgs. n. 222 del 2016;
b) certificato di collaudo statico e/o dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori;
c) dichiarazione di conformità delle opere realizzate alla normativa vigente in materia di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche;
d) gli estremi dell’avvenuta dichiarazione di aggiornamento catastale;
e) dichiarazione dell’impresa installatrice, che attesta la conformità degli impianti installati negli edifici alle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico prescritte dalla disciplina vigente ovvero, ove previsto, certificato di collaudo degli stessi;
premesso che al fine di adempiere ai propri obblighi in materia di sicurezza con nota del 05.09.2017 prot. n. 3533 A/23 e successiva nota del 31 10 si richiedeva ai sindaci dei comuni facenti parte dell’Istituto Comprensivo di Sant’Elia a Pianisi la documentazione minima necessaria per verificare le condizioni di sicurezza degli edifici scolastici, tra cui in particolare il collaudo delle strutture;
considerato che il sindaco di Tufara è stato invitato a fornire elementi idonei ad accertare il grado di vulnerabilità dell’edificio scolastico ed in particolare a fornire la documentazione più volte richiesta, ma di fatto non ha mai ottemperato alla richiesta di consegna della documentazione ed in particolare del collaudo statico dell’edificio;
considerato che con Pec del 30.10.2017, il Sindaco del Comune di Gambatesa, a fronte del risalto dato dalla stampa locale all’esito delle indagini condotte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Campobasso circa la sicurezza degli edifici scolastici e della notizia secondo cui l’edificio scolastico di Tufara sarebbe tra quelli ad elevata vulnerabilità sismica, sollecitava “vivamente l’immediato trasferimento dei ragazzi, fosse anche solo a scopo “cautelativo e temporaneo” presso l’edificio scolastico di Gambatesa; nella suddetta nota il Sindaco di Gambatesa metteva da subito a disposizione l’edificio scolastico sito nel proprio Comune, evidenziando che lo stesso dispone di spazi sufficienti ad accogliere anche i ragazzi delle scuole medie, essendo stato fino al 2014 sede di entrambi gli ordini di scuole;

preso atto dell’accordo stipulato nell’anno 2014 dagli enti comunali di Gambatesa e Tufara in base al quale si stabiliva che, per entrambi i Comuni, la scuola Secondaria di Primo Grado fosse a Tufara e la Scuola Primaria a Gambatesa;
vista la nota del 30.10.2017 con la quale i genitori degli alunni delle scuola media di Tufara residenti nel comune di Gambatesa, chiedevano di provvedere con urgenza al trasferimento dei ragazzi presso l’edificio scolastico di Gambatesa anche solo in via temporanea e per il tempo necessario a fare chiarezza sulla vicenda;

visto lo studio di vulnerabilità sismica dell’edificio scolastico di Tufara pervenuto nella disponibilità dell’istituzione scolastica solo il 4.11.2017, a seguito della una riunione tenutasi presso la sala consiliare del Comune di Tufara per discutere della problematica sia con i sindaci dei due comuni(Tufara e Gambatesa) sia con i genitori degli alunni;
vista la nota inviata il 7.11.2017, nostro prot. n. 4425 A/23, dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione di questo Istituto scolastico, arch. Nicola Moffa, nella quale veniva comunicato che “ le condizioni di sicurezza dal punto di vista sismico, indicate nel documento (lo studio di vulnerabilità), risultano pari a circa il 50% delle prestazioni previste dalla normativa vigente” e che pertanto era “indispensabile individuare nell’immediato una soluzione alternativa da parte dell’Ente proprietario dell’immobile” e “indifferibile la messa a disposizione di nuovi ambienti scolastici aventi condizioni di sicurezza dal punto di vista sismico adeguate alla normativa vigente”;
considerato che con pec inviata in data 10.11.2017 prot. n. 4450 A/23 si chiedeva al sindaco di Tufara di individuare, nel termine di 7 giorni, “nuovi ambientiscolastici” dove potere svolgere le attività didattiche in via transitoria e nelle more della esecuzione dei necessari interventi di adeguamento sismico sul plesso di Tufara, che si invitava ad eseguire;
considerato che nessuna comunicazione in merito è pervenuta da parte del sindaco di Tufara;
considerato che il comune di Tufara dista circa 6 chilometri dal comune di Gambatesa;
considerato che il numero complessivo degli alunni della scuola media di Tufara è pari a 37, di cui 24 provengono da Gambatesa, mentre il numero dei bambini della Scuola dell’Infanzia di Tufara è pari a 4;
considerato che in virtù degli accordi intercorsi tra i due comuni, quello di Tufara dal 2014 già provvede, con propri mezzi e personale, al trasporto scolastico degli alunni che da Tufara si recano a Gambatesa per frequentare le scuola primaria e che da Gambatesa si spostano su Tufara per frequentare la scuola secondaria di primo grado;
vista la documentazione trasmessa dall’Ufficio Tecnico del Comune di Gambatesa con prot. n. 3624 A/23 del 13.09.2017 e prot. n. 4376 A/23 del 06.11.2017, attestante il collaudo statico, l’agibilità dell’edificio e lo studio di vulnerabilità sismica;
ritenuto necessario ed urgente procedere, in via cautelativa e temporanea, per ragioni di sicurezza, ad una diversa organizzazione del servizio scolastico, con spostamento delle attività didattiche presso l’edificio scolastico “G.Josa” di Gambatesa e presso la scuola dell’infanzia di Gambatesa;
vista la delibera del Consiglio di Istituto del 20.11.2017 n.229 in cui si condivide la scelta di trasferire, temporaneamente, le attività didattiche presso la Scuola “G. Josa” di Gambatesa, per gli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado e presso la Scuola dell’Infanzia di Gambatesa per i bambini della Scuola dell’Infanzia di Tufara;
vista la delibera del Collegio dei docenti del 23.11.2017 n. 19 in cui si approva la decisione di procedere, in via temporanea e cautelare, ad una diversa organizzazione del servizio scolastico;

tutto ciò premesso e considerato,
DECRETA
per le motivazioni in premessa indicate, al fine di adempiere ai propri obblighi di legge in materia di sicurezza, di garantire l’incolumità degli alunni, dei docenti e del personale scolastico e di arrecare il minor pregiudizio allo svolgimento delle attività didattiche, che, in via temporanea e finchè non si provveda alla messa in sicurezza dell’edificio scolastico succitato, a partire da Lunedì, 4 Dicembre 2017:
- le attività didattiche della Scuola Secondaria di Primo Grado di Tufara verranno svolte presso la scuola “G. Josa” di Gambatesa;
- le attività didattiche della Scuola dell’Infanzia di Tufara verranno svolte presso la Scuola Dell’Infanzia di Gambatesa.Si dispone che del presente si dia tempestiva comunicazione al Prefetto, ai Sindaci di Tufara e Gambatesa ed all’Ufficio Scolastico Regionale per la Regione Molise.

Il dirigente scolastico
Prof.ssa Patrizia Ancora


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Calendario del servizio della raccolta differenziata del mese di dicembre.

La Casa Comunale di Gambatesa, anche per il mese di dicembre, ha redatto il calendario del servizio della raccolta differenziata.
Eccolo di seguito, in formato jpg (foto).

Calendario raccolta differenziata del mese di dicembre

Inoltre, si comunica alla cittadinanza che, durante le prossime festività natalizie, il calendario del servizio della raccolta differenziata subirà le seguenti variazioni:

  • venerdì 8 dicembre (immacolata Concezione) – Festivo, non si effettua la raccolta;
  • sabato 9 dicembre – raccolta plastica/alluminio;
  • lunedì 25 dicembre (Natale) – Festivo, non si effettua la raccolta;
  • martedì 26 dicembre – raccolta indifferenziato/ non riciclabile;
  • lunedì 1° gennaio (Capodanno) – Festivo, non si effettua la raccolta.
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Intervista al Professor Rocco Cirino, ex docente di geografia e referente regionale dell’ Associazione Italiana Insegnanti di Geografia.

Professor Rocco Cirino

Oggi vi propongo un’intervista fatta al Professor Rocco Cirino, geografo e referente regionale dell’ Associazione Italiana Insegnanti di Geografia sulla mancanza in Molise di un museo dei fossili, sulla riqualificazione della zona del lago d’Occhito, sul perché non s’investe abbastanza a livello turistico nella nostra regione e sul recupero della pietra nei centri storici dei nostri borghi .
Con grande cortesia, il Professor Cirino, ha risposto alle mie domande che riporto di seguito.

  •  Professore, perché in Molise, manca un museo sui fossili?

Manca anche quello di scienze naturali.
Perché non abbiamo una mentalità scientifica e perché i nostri rappresentanti regionali e provinciali non hanno mai pensato di fare un museo o raccolte per i giovani.
Le uniche raccolte che abbiamo di fossili minerali e rocce c’è l’hanno gli alunni in alcune scuole dove ha operato l’AIIG (l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia), poi un’altra bella raccolta c’è l’ha “Monte di mezzo” che è una riserva dell’UNESCO.
Di Altro c’è il Paleolitico, ma lì di reperti, fossili e minerali non c’è nulla, però c’è l’archeologia, cioè i ritrovamenti legati al sito paleolitico che risalgono a 700 mila anni circa.
Quindi il Molise è sprovvisto di musei di scienze, purtroppo.

  • Come si potrebbe riqualificare la zona del lago d’Occhito?

Le ricerche di alcuni studiosi sono per valorizzare il lago con la “battaglia di Canne”, cioè recuperare tutta l’area per far sì che non sia Canne ad ospitare le strutture per il museo, ma il lago del Fortore, poi ci sarebbero i fossili che sono importanti, infatti tutta l’area ne è ricca, in particolare di “pectinidi”.
Poi c’è il rimboschimento che è stato fatto in modo poco attinente alla macchia mediterranea, quindi bisognerebbe sostituire alcune specie come il “Pino d’Aleppo” e il “Cipresso dell’Arizona” con le piante autoctone che sono la Quercia, il Leccio, l’Ulivo, la Ginestra, il “Corbezzolo” e il “Lentisco”.

  • Perché in Molise s’investe poco a livello turistico?

Per il turismo c’è proprio mancanza d’idee, sia da parte delle istituzioni regionali, sia per quanto riguarda anche le istituzioni province e comuni.
Ci sono state delle iniziative, che cominciano a dare qualche frutto, di alcuni giovani come Roberto Colella e Davide Vitiello col “Parco delle Morge” e con undici sindaci della valle del Trigno, che hanno da alcuni anni, almeno tre, cominciato a portare turisti sulle “Morge”. In primis attraverso la valorizzazione dei fossili che sono contenuti nelle rocce e poi per quanto riguarda la vegetazione e infine per il settore sportivo attraverso arrampicata e parapendio.

  •  Come si può recuperare la pietra nei centri storici dei paesi del Molise?

La pietra connota molti nostri borghi, perché il Molise ha una buona pietra molto dura, molto compatta e poi ha avuto nell’Ottocento tutt’una serie di scalpellini molto bravi, che hanno dotato i propri borghi di piazze, scalinate, marciapiedi e portali stupendi, per esempio Oratino, e Guardialfiera.
Per esempio la stazione ferroviaria di Monaco è stata realizzata da scalpellini di Guardialfiera.

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