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Il giornalista Gianni Molinari parla del Castello di Gambatesa.

Castello Di Capua di Gambatesa

Cari lettori, oggi posto l’articolo che ha scritto sul suo sito Gianni Molinari (giornalista de “Il Mattino di  Napoli), con una breve descrizione dell’antico maniero e con l’intervista ad Antonio Scocca (Tonino), custode del palazzo gentilizio e dipendente del Ministero per i beni culturali.

Da www.giannimolinari.com

Non è certo se Riccardo da Pietravalle detto “Gambatesa” il nomignolo lo debba al furore eroico per difendere in battaglia la causa di Carlo d’Angiò che lo aveva nominato suo vicario nelle terre molisane, o se piuttosto fosse solo il nomignolo che il popolo gli avesse affibbiato per un difetto fisico dalla nascita. Fatto sta che paese e castello prendono il nome proprio da Riccardo.

Un castello poi, terminate le esigenze difensive,  trasformato dai Capua nel 1500 in una dimora nobiliare impreziosita da un ciclo di affreschi inneggianti alla medesima famiglia e realizzati da Donato da Copertino, pittore formatosi alla scuola del Vasari.

Quegli affreschi belli e particolari sono metà di un turismo forse inaspettato che ha trovato un potente motore nel sito internet dei Beni Culturali del Molise e che ha cominciato ad attirare anche gli svogliati villeggianti sulla costa di Termoli.

Al castello da 20 anni i turisti vengono accolti da Tonino Scocca. Per otto anni precario del ministero, poi assistente.

“Qui guide non ce ne sono, bisogna chiamare un’associazione a Campobasso – racconta – e i turisti spesso non possono aspettare che venga qualcuno. E allora se uno vuole fare il lavoro in un certo modo…….”

E così Tonino Scocca racconta la storia di Gambatesa e del suo esuberante primo proprietario e degli austeri Capua che la loro influenza e il loro potere lo estendevano anche in Abruzzo.

“Non sono una guida – quasi si schernisce Scocca – però nel nostro profilo c’è scritto anche che dobbiamo dare informazioni e fare accoglienza al pubblico. Ed è quell oche io faccio”

Naturalmente non solo perché c’è scritto nel profilo, ma anche perché in Scocca c’è amore per il castello e la sua terra. E perché ai turisti affascinati dagli affreschi di Copertino qualcosa bisognerà pure aggiungere.

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