Domus Gigantum: la luce in fondo al tunnel?

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E’ stata pubblicata qualche settimana fa la gara d’appalto per l’affidamento dei lavori per la ristrutturazione della ex scuola da adibire a nursing home.

Finalmente ci siamo! La casa di riposo innovativa vedrà la luce grazie ad un finanziamento di due milioni di Euro che il Comune di Gambatesa ha ottenuto nel 2017 a valere su un bando nazionale dedicato alla riqualificazione economica e sociale delle Aree degradate.

Si chiamerà Domus Gigantum (la casa dei giganti), e sarà una struttura residenziale destinata ad ospitare in un ambiente moderno e innovativo anziani bisognosi di assistenza.

La particolarità della struttura consisterà nell’implementazione delle numerose attività che gli ospiti potranno svolgere, in particolare legate all’artigianato, all’ambiente e al tempo libero nell’ottica di garantire il recupero psico-fisico dell’anziano e un invecchiamento attivo.

Un progetto di ampio respiro che guarda, attraverso lo scambio intergenerazionale, al miglioramento complessivo del tessuto economico-sociale dell’intero territorio comunale. La realizzazione di questo ambizioso intervento assume una posizione di notevole rilevanza non solo per il rilancio dell’economia del paese, ma anche per restituire fiducia ad un popolazione che sta soffrendo pesantemente le nefaste conseguenze innescate dallo spopolamento.

Assistiamo ogni giorno allo svuotamento graduale delle nostre piazze, percepiamo la sofferenza delle attività commerciali locali, siamo testimoni inermi dello svuotamento delle nostre scuole e, quotidianamente, sopportiamo il rischio della soppressione di quei servizi minimi che oggi ci evitano improbabili spostamenti su vie di comunicazione non più adatte all’attuale qualità della vita.

In questo contesto, il progetto di nursing home innovativa, così come immaginata dall’Amministrazione comunale nel 2015, diventa la luce in fondo al tunnel (e non è il treno!) e rappresenta una speranza concreta di riscatto.

Un progetto, sicuramente ambizioso, carburante fresco nel serbatoio della resilienza che ancora anima i residenti e che affascina gli emigranti (i secondi  sicuramente più ottimisti dei primi).

Da qualche anno, sia per lavoro che per diletto, seguo con interesse le vicende di altri Comuni molisani che, come Gambatesa, provano a resistere, nonostante l’incalzare inesorabile dello spopolamento.

Ebbene, nella stragrande maggioranza dei casi, non si intravede alcuna luce in fondo al tunnel. Non ci sono grandi progetti su cui puntare per creare opportunità lavorative, non si vedono spiragli per creare un futuro migliore del presente.

Questo deve farci riflettere e stimolare tutti i gambatesani alla condivisione di un progetto innovativo la cui riuscita si lega a doppio filo a due fattori parimenti importanti: da un lato la capacità dell’attuale amministrazione di portare a termine, prima i lavori e poi l’affidamento della struttura al gestore; dall’altro la condivisione del progetto da parte della popolazione.

Il primo punto, seppur apparentemente scontato, non è di semplice realizzazione. Tuttavia, il grande consenso che il paese ha espresso a favore del Sindaco Carmelina Genovese e di tutta la sua compagine è il segno che i gambatesani vogliono che la progettualità avviata nello scorso mandato venga portata a compimento nel migliore dei modi.

Questo responsabilizza tutta la maggioranza che, sono sicuro, concentrerà tutti gli sforzi per raggiungere l’obiettivo prefissato. Del resto, nonostante tra i beneficiari dello stesso finanziamento vi siano importanti capoluoghi di Regione e Provincia, siamo tra i primi in Italia ad aver già avviato le procedure d’appalto per dare il via alle opere previste.

Quanto al secondo fattore, è evidente che solo l’entusiasmo e il supporto dei cittadini potrà far funzionare un progetto che potrebbe avere impatti lavorativi e socio-economici importanti per l’economia di Gambatesa. In questo, però, non basta la volontà degli amministratori. Tutti dobbiamo rimboccarci le maniche (anche i gambatesani non residenti) per far decollare questa nuova struttura condividendo e supportando l’iniziativa.

In altre parole, non sarà una manciata di posti di lavoro a dare una svolta al paese, ma bisogna entrare nell’ottica che l’indotto economico e le opportunità che potrà creare la nuova residenza anziani potranno innescare un circuito virtuoso a beneficio di tutta la collettività.

Commercio locale al ospitalità possono essere i primi settori coinvolti, poi a catena la nascita di nuovi servizi capaci di stimolare l’impianto di nuove residenze, il ripopolamento della scuola con un edificio scolastico nuovo di zecca (è in corso anche la gara d’appalto per la ristrutturazione dell’edificio scolastico), l’integrazione con le azioni della Strategia Nazionale Aree Interne grazie alla quale verranno implementati nuovi servizi di natura socio-sanitaria, di mobilità e, si spera, infrastrutturali.

Insomma, dobbiamo guardare avanti con ambizione e fiducia, e, impegnarci, ognuno nel proprio ambito, per disegnare un futuro migliore per Gambatesa.

“Siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l’acume della vista o l’altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti”.

I giganti sono i nostri anziani, l’auspicio è di avere la forza per issarci sulle loro spalle per guardare il più lontano possibile.

Forza Gambatesa!

LD

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